Con la bella stagione può essere piacevole svolgere attività all’aria aperta, ma l’arrivo del caldo potrebbe comportare dei rischi aggiuntivi per chi solitamente svolge la propria mansione all’esterno.

Infatti, oltre ai rischi ai quali il lavoratore è solitamente soggetto bisogna aggiungere l’eventuale sovraesposizione al microclima (caldo), alle radiazioni ottiche naturali (RON) alla puntura di imenotteri (api, vespe, calabroni ecc.).

Proprio per quest’ultimo rischio è necessario affrontare un argomento che, negli ultimi tempi sta diventando sempre più attuale: l’allergia.

L’allergia è definita come malattia del sistema immunitario nei confronti di sostanze innocue o sensibilizzanti che potrebbero scatenare reazioni eccessive nella persona allergica (es. pollini). L’allergia  può essere professionale, in questo caso il lavoratore è esposto ad un agente sensibilizzante nell’ambiente lavorativo (ad esempio l’allergia al lattice nel personale del settore sanità), oppure il lavoratore potrebbe essere tendenzialmente predisposto ad una determinata allergia e quindi il Datore di Lavoro in virtù di quanto riportato dal T.U. Salute e Sicurezza deve provvedere ad eliminare o ridurre al minimo l’eventuale esposizione al rischio. Ma come?

  1. Nel Documento di Valutazione del Rischio l’eventuale sovraesposizione ad alte temperature e l’esposizione ai rischi sopracitati deve essere valutata da parte del Datore di Lavoro, così come previsto dall’ art. 17 D.Lgs. 81/2008: “la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28” e minimizzati se non vi è l’impossibilità di eliminarli.

Un esempio pratico di minimizzazione del rischio è la riduzione dell’esposizione del lavoratore alle radiazioni ottiche naturali e alla sovraesposizione al microclima (caldo) in estate attuando ad esempio:

  • pause o rotazione con altre lavorazioni che magari possano essere svolte in un ambiente ombroso durante le ore più calde della giornata;
  • fornire al dipendente acqua mineralizzata per equilibrare l’apporto dei Sali minerali persi durante la sudorazione.

L’eliminazione del rischio, per la letteratura tecnico-scientifica quasi inesistente, potrebbe verificarsi nel caso in cui un lavoratore è consapevole di essere allergico agli imenotteri e deve operare vicino ad un nido di calabroni, il Datore di Lavoro in questo caso deve prendere le misure necessarie all’eliminazione del nido di calabroni.

  1. In taluni casi è possibile ridurre il rischio utilizzando i D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale) rispondenti alla normativa vigente; come ad esempio cappelli a tesa larga e circolari, creme solari e occhiali da sole da utilizzare per la protezione dalle radiazioni ottiche naturali al fine di evitare patologie definite fotoindotte, che recano danni a volte irreversibili a pelle ed occhi.
  2. Essenziale è la sorveglianza sanitaria da parte del Medico Competente, il quale nel documento cardine della medicina aziendale, il protocollo sanitario, ha esaminato e previsto una serie di accertamenti atti a minimizzare il rischio al quale il lavoratore potrebbe essere sovraesposto, con (ad esempio) l’effettuazione di un test specifico per la rilevazione di una predisposizione ad allergie (imenotteri, asma allergica) per il lavoratore che dovrà operare all’esterno o ponendo sul giudizio di idoneità di un lavoratore una limitazione o una prescrizione per evitare un peggioramento dello stato salute che potrebbe verificarsi qualora non siano state utilizzate misure per ridurre il rischio al quale il lavoratore è esposto.
  3. Infine altro mezzo con il quale il Datore di Lavoro può minimizzare il rischio è la somministrazione di formazione ed informazione specifica per i rischi in cui il lavoratore potrebbe essere sovraesposto in casi di caldo eccezionali come quelli di quest’estate, oltre alla semplice raccomandazione divulgata dai mass-media di idratazione ed evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata.

CSIA e tutto il suo Staff sono a completa disposizione per qualsiasi dubbio e/o per analizzare la Vs. situazione attuale, al fine di determinare gli eventuali gap da colmare e le azioni di miglioramento necessarie a raggiungere la compliance normativa.