È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 17 dicembre 2021, n. 215 di conversione in legge con modificazioni del D.L. 21 ottobre 2021, n. 146 recante misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili (il c.d. Decreto fisco e lavoro). La norma è entrata in vigore alla data del 21 dicembre 2021.

Il legislatore ha previsto un’ulteriore stretta per le aziende che non rispettino e/o non facciano rispettare la normativa contenuta nel Testo Unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui al D. Lgs 81/2008.

La Legge di conversione apporta ulteriori modifiche, alcune delle quali innovano significativamente i doveri e le responsabilità delle figure aziendali e gli obblighi di formazione.

Le modifiche più importanti riguardano il Datore di Lavoro il quale, fin dagli esordi della 626/94, è sempre stato escluso dalla formazione poiché, conoscendo al meglio il funzionamento dell’impresa, si presumeva non avesse necessità di alcuna formazione specifica in materia di prevenzione e protezione. Nel tempo invece, si è andati via via prendendo coscienza del fatto che anche il Datore di Lavoro, proprio per i suoi compiti apicali in materia, deve sottoporsi a corsi di formazione specifica. Infatti tale figura deve possedere formazione adeguata e specifica (già prevista per i Dirigenti e i Preposti) che diventa obbligatoria con aggiornamento periodico, in funzione del lavoro e dei compiti svolti, in materia di salute e sicurezza, così come stabilito nell’Accordo adottato in Conferenza Stato-Regioni. Questa novità va ad incidere sul comma 7 dell’articolo 37 del Testo Unico sulla sicurezza che stabilisce che oltre ai Dirigenti e ai Preposti, anche i Datori di Lavoro dovranno ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico su salute e sicurezza. In merito all’addestramento si stabilisce che quest’ultimo consisterà in una prova pratica, per l’uso corretto e in sicurezza di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale oltreché nella esercitazione applicata nel caso di procedure di lavoro in sicurezza, con la previsione espressa dell’obbligo di tracciare in apposito registro (anche informatizzato) gli interventi di addestramento effettuati.

Sul punto infatti, in relazione alla formazione, di rilievo appaiono le modifiche apportate ai commi 2 e 7 dell’art. 37 del D. Lgs. n. 81/2008 nei quali si prevede espressamente che entro il 30 giugno 2022 la Conferenza permanente Stato-Regioni adotterà un Accordo nel quale verranno accorpati, rivisitati e modificati, gli Accordi attuativi del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro in materia di formazione, in modo da garantire da una parte la facile e pronta individuazione della durata, dei contenuti minimi e delle modalità della formazione obbligatoria a carico del Datore di Lavoro, dall’altra la puntuale specificazione delle modalità della verifica finale di apprendimento, obbligatoria per i Lavoratori di tutti i percorsi formativi.

In sede di conversione il Legislatore è intervenuto inoltre e in particolar modo, sulla figura del Preposto e più nel dettaglio sugli artt. 18 e 19 del D. Lgs. n. 81/2008, per meglio specificare le funzioni attribuite allo stesso, che assume ora, nel contesto di gestione aziendale della sicurezza sul lavoro, un ruolo di primaria delicatezza e di assoluta centralità affianco a Datore di Lavoro e Dirigente. E’ stato stabilito infatti, l’obbligo per il Datore di Lavoro di individuare il Preposto/i Preposti per l’effettuazione delle attività di vigilanza stabilite dall’art. 19 del Testo Unico, affidando ai contratti collettivi di lavoro la possibilità di stabilire la misura dell’emolumento spettante al preposto per lo svolgimento delle attività di vigilanza affidate. Si prevede anche che il preposto non possa subire alcun pregiudizio per lo svolgimento della propria attività. Tale misura di tutela è rafforzata dalla previsione della sanzione penale: arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

Qualora il Preposto rilevi comportamenti non conformi in merito alle disposizioni e alle istruzioni impartite dal Datore di Lavoro e dai Dirigenti, rispetto alle misure, ai dispositivi e agli strumenti di protezione collettiva e individuale, lo stesso è obbligato a intervenire per modificare il comportamento non conforme, provvedendo a fornire le necessarie indicazioni di sicurezza. Se le disposizioni impartite dal Preposto non vengono attuate e persiste l’inosservanza rilevata, ha l’obbligo di interrompere l’attività del lavoratore e informare i superiori diretti. Per tale specifica funzione obbligatoria il D.L. n. 146/2021 prevede l’applicazione della pena dell’arresto fino a due mesi o dell’ammenda da 491,40 a 1.474,21 euro.

L’importanza centrale conferita dalla Legge a tale figura è ulteriormente rafforzata anche dalla previsione per cui, anche in caso di appalto e subappalto, i Datori di Lavoro (appaltatori e subappaltatori) hanno l’obbligo di indicare espressamente al committente il/i nominativo del soggetto/i individuato/i per svolgere le funzioni di Preposto. La rilevanza di tale obbligo di designazione è confermata dalla circostanza che l’inosservanza è penalmente sanzionata con la pena alternativa dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 1.500 a 6.000 euro.

Per assicurare l’adeguatezza e la specificità della formazione e l’aggiornamento periodico dei Preposti, le attività formative dovranno essere svolte interamente con modalità in presenza e ripetute, con cadenza almeno biennale e in ogni caso quando si rende necessario, per l’evoluzione dei rischi già esistenti o per l’insorgenza di nuovi rischi. A rinforzare tale previsione la miniriforma porta con sé l’applicazione della pena alternativa dell’arresto da due a quattro mesi o dell’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro.

Infine, sempre in prospettiva di rafforzamento delle tutele prevenzionistiche, il D.L. n. 146/2021 convertito in legge ricolloca l’Ispettorato Nazionale del Lavoro nella pienezza dei poteri ispettivi in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. Il legislatore infatti, riscrive i contenuti essenziali dell’art. 13 del D. Lgs. n. 81/2008 allo scopo di prevedere che la vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sia svolta in modo paritario dall’Azienda sanitaria locale competente per territorio e dall’Ispettorato nazionale del lavoro mediante le sue sedi territoriali.

Per approfondimenti e/o chiarimenti in merito:

CSIA S.r.l. – Sicurezza sul Lavoro – Torino