L’osservanza dei requisiti di igiene e sicurezza all’interno di una piscina è regolamentata da diverse normative che si sono succedute nel corso degli anni a partire dalla Circolare del Ministero dell’Interno n. 16 del 15/02/1951 fino ad arrivare all’Accordo Stato – Regioni del 16/01/2003 integrato dalla norma UNI 10637.

Queste normative tra l’altro regolano:

  • il limite di affollamento dei bagnanti in piscina;
  • la circolazione dell’acqua ed i tempi di ricircolo;
  • l’utilizzo di un registro di piscina;
  • i controlli interni ed esterni da eseguire;
  • le soluzioni tecniche, i requisiti strutturali ed ambientali degli impianti natatori;
  • il servizio di salvataggio;
  • la classificazione delle piscine;
  • i requisiti dell’acqua: parametri chimico – fisici, parametri di qualità dell’acqua, sostanze ammesse per il trattamento e metodi di analisi.

In ASL il macro ambito PREVENZIONE è suddiviso in diversi dipartimenti: Sicurezza Alimentare svolto dal SIAN; Sicurezza sul lavoro svolto dallo SPRESAL; Sicurezza ed Igiene Pubblica svolta dal SISP e la Sicurezza Ambientale svolto dagli enti regionali ARPA.

Il SISP, come sopra accennato, è il SERVIZIO DI IGIENE e SANITA’ PUBBLICA, ossia quel settore che si occupa di assicurare un livello di igiene minimo e la tutela della salute della comunità e del singolo cittadino negli ambienti di vita.

Il SISP effettua diversi campionamenti a titolo tutelativo nei confronti della salute pubblica:

  • 1 campionamento per l’analisi dei componenti chimici nell’acqua di vasca;
  • 1 campionamento per l’analisi microbiologica nell’acqua di vasca;
  • 1 campionamento per l’analisi dei metalli presenti nell’acqua di vasca;
  • 1 campionamento per l’analisi dei componenti chimici nell’acqua di immissione;
  • 1 campionamento per l’analisi dei componenti chimici nell’acqua di rete;

Inoltre esegue la verifica dei parametri dell’acqua di vasca: temperatura, livello del pH e del cloro presente nell’acqua di piscina; stato della struttura (filtri, impianti di dosaggio degli additivi chimici, pompe, presenza eventuale di spogliatoi divisi per uomini e donne, presenza di idonei armadietti, presenza di muffa e/o umidità all’interno dell’impianto).  Infine richiede di poter visionare il registro di piscina previsto per normativa.

I parametri previsti dalla normativa vigente e controllati dagli organi preposti sono:

  • Il pH: controlla gli equilibri delle reazioni chimiche che si svolgono in acqua a seguito della disinfesione dell’acqua di piscina;
  • La torbidità può essere definita come una riduzione della trasparenza dell’acqua per la presenza di sostanze insolubili in sospensione;
  • I solidi sospesi sono intesi come residuo di filtrato, sono indice dell’efficienza o meno dell’impianto di filtrazione;
  • I solidi grossolani non sono previsti nell’acqua di balneazione e devono essere assenti all’analisi;
  • Per il colore il valore di riferimento è quello dell’acqua potabile.

I disinfettanti più comunemente utilizzati nelle piscine sono:

  • Cloro liquido;
  • Ipoclorito di Sodio;
  • Ipoclorito di Calcio;
  • Dicloroisocianurato di Sodio Anidro;
  • Dicloroisocianurato di Sodio Biidrato;
  • Acido Tricloroisocianurico;

I batteri previsti nella conta batterica dell’acqua di piscina sono:

  • Escherichia coli;
  • Enterococchi;
  • Staphylococcus aureus;
  • Pseudomonas aeruginosa.

I valori di riferimento ottimali per tutte le colonie batteriche deve essere 0, quindi devono essere assenti all’analisi.

E’ obbligatorio per una piscina eseguire controlli per conto proprio?

La risposta è assolutamente sì, prima di tutto perché lo prevede la normativa vigente ed inoltre il rispetto dei parametri di legge per l’acqua di piscina è indice di mantenimento di idonei requisiti di igiene e sicurezza della struttura; ricordiamo infine che è bene affidarsi a tecnici professionisti per mantenersi a passo con gli obblighi di legge previsti in qualsiasi ambiente di vita.

CSIA e tutto il suo Staff sono a completa disposizione per qualsiasi dubbio e/o per analizzare la Vs. situazione attuale, al fine di determinare gli eventuali gap da colmare e le azioni di miglioramento necessarie a raggiungere la compliance normativa.