A seguito di un sopralluogo di ispezione, l’Ufficiale di Polizia Giudiziaria (U.P.G.), nel caso vengano accertate una o più contravvenzioni:

  • redige il verbale di accertamento e prescrizione e fissa un termine per la regolarizzazione;
  • notifica il verbale d’accertamento e prescrizione;
  • notifica o comunica solo le prescrizioni al Rappresentante Legale (quando il contravventore è persona diversa da esso).

La procedura in sede amministrativa deve essere attivata anche per le contravvenzioni non più suscettibili di prescrizione (a condotta esaurita o non sanabili).

Contestualmente all’avvio della procedura prevista dal D.Lgs. n. 758/94, l’Organo di Vigilanza deve comunicare la notizia di reato alla Procura, ai sensi dell’art. 347 del Codice di Procedura Penale (C.P.P.), al fine di consentire al pubblico ministero ogni possibile determinazione. Tale adempimento si compie con la consegna in Procura del verbale.

Il procedimento penale per la contravvenzione è sospeso dal momento dell’iscrizione della notizia di reato nel registro, di cui all’art. 335 del C.P.P.

  1. Proroga

Il contravventore può richiedere la proroga del termine per la regolarizzazione entro il termine di scadenza delle prescrizioni. Per la particolare complessità o l’oggettiva difficoltà può essere prorogabile più volte, per un massimo di sei mesi. Quando specifiche circostanze non imputabili al contravventore determinano un ritardo nella regolarizzazione il termine di sei mesi può essere
prorogabile per una sola volta per un tempo non superiore ad altri sei mesi.

L’U.P.G., in caso di richiesta proroga:

  • verifica la congruità della richiesta;
  • con provvedimento motivato comunica immediatamente l’accoglimento o meno della richiesta al P.M.
  1. Verifica 

L’U.P.G. verifica, entro 60 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, se la violazione è stata eliminata secondo le modalità e nei termini indicati dalla prescrizione.

In caso d’adempimento:

L’U.P.G. notifica l’ammissione al pagamento della sanzione in sede amministrativa al contravventore che entro 30 giorni dall’avvenuta verifica effettua il versamento.

L’Ufficiale di Polizia Giudiziaria:

  • acquisisce l’attestazione del versamento da parte del contravventore;
  • entro 120 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione comunica l’avvenuto adempimento con o senza pagamento della sanzione in sede amministrativa al P.M.;
  • nel caso di adempimento con pagamento il P.M. richiede l’archiviazione del procedimento penale;
  • nel caso di adempimento senza pagamento, il procedimento penale riprende il suo corso.

 In caso d’inadempimento:

L’U.P.G., entro 90 giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, comunica l’inadempimento alle prescrizioni impartite al Pubblico Ministero e il procedimento penale riprende il suo corso.

Per le contravvenzioni che comportano la sola pena dell’arresto, non si applica la procedura del D.Lgs. 758/94, ma va inviata direttamente la notizia di reato in Procura.

Tra queste contravvenzioni vi sono quelle in cui sia omessa la valutazione dei rischi nelle aziende in cui i lavoratori sono esposti deliberatamente ad agenti biologici del gruppo 3 e del gruppo 4 (ma anche per le aziende di cui all’art. 31, c. 6 e per le attività a rischio per la presenza di atmosfere esplosive, agenti cancerogeni e/o mutageni, amianto, edili, per imprese con più di 200
Uomini/giorno).

Come prevede l’art. 302 del D.Lgs. 81/08, in luogo dell’arresto il giudice, su richiesta dell’interessato, può sostituire la pena con il pagamento di una somma determinata secondo i criteri di ragguaglio di cui all’articolo 135 del codice penale (38,73 euro di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva).

La sostituzione può avvenire solo quando siano state eliminate tutte le fonti di rischio e le conseguenze dannose del reato; la somma non può essere comunque inferiore a euro 2.000.

Non è consentita, invece, quando la violazione ha avuto un contributo causale nel verificarsi di un infortunio sul lavoro da cui sia derivata la morte, ovvero una lesione personale che abbia comportato l’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un periodo superiore ai quaranta giorni.

Decorso un periodo di tre anni dal passaggio in giudicato della sentenza che ha operato la sostituzione, senza che l’imputato abbia commesso ulteriori reati tra quelli previsti dal testo unico, ovvero i reati di cui all’articolo 589 (omicidio colposo), secondo comma e 590 (lesioni colpose), terzo comma, del Codice Penale (C.P.), limitatamente all’ipotesi di violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, il reato si estingue.

L’articolo 301-bis del D.Lgs. 81/08 prevede l’estinzione agevolata degli illeciti amministrativi a seguito di regolarizzazione. In tutti i casi di inosservanza degli obblighi puniti con sanzione pecuniaria amministrativa il trasgressore, al fine di estinguere l’illecito amministrativo, è ammesso al pagamento di una somma pari alla misura minima prevista dalla legge qualora
provveda a regolarizzare la propria posizione non oltre il termine assegnato dall’organo di vigilanza mediante verbale di primo accesso ispettivo.