Dal 1° aprile 2022 sarebbero dovute venire meno le deroghe all’utilizzo dello smart working, introdotte dall’inizio dell’emergenza COVID-19 al fine di incentivare il ricorso al lavoro a distanza e, in questo modo, ridurre il rischio di diffusione del virus. L’effetto principale sarebbe stato il ritorno all’obbligo dell’accordo individuale tra Azienda e Dipendente, come adempimento preliminare e necessario per ricorrere a questa tipologia.

Non sarà più così invece, perché il ricorso al lavoro agile automatico è stato prorogato al 30 giugno 2022 grazie al nuovo Decreto Covid approvato il 17 marzoProseguirà ancora quindi la modalità di segnalazione semplificata dei Lavoratori in smart working al Ministero del Lavoro, e l’accordo individuale è rimandato a dopo il 30 giugno.

Interessati dal provvedimento tutti i settori del privato. Fino al termine del mese di giugno, di fatto, le regole sul lavoro da remoto rimarranno le seguenti:

  • i Datori di Lavoro potranno disporre unilateralmente lo svolgimento del lavoro agile, senza l’esigenza di firmare accordi scritti con ciascun Lavoratore, ma tramite comunicazione (anche via mail);
  • tutti gli accordi con i sindacati continueranno a non essere obbligatori ma opzionali e dovranno essere rispettati dalle aziende che applicano un CCNL o un accordo di secondo livello che disciplina il lavoro agile;
  • le modalità semplificate continueranno a valere anche per l’invio dei termini di attivazione del lavoro agile al portale del Ministero del Lavoro (come l’elenco del personale in smart working).

 Il rientro in vigore delle vecchie regole sul lavoro agile, per il momento, è rimandato al 1° luglio 2022.

Per approfondimenti e/o chiarimenti in merito:

CSIA S.r.l. – Sicurezza sul Lavoro – Torino