Assume sempre maggior rilevanza, per le Aziende, la possibilità di permettere ai propri Lavoratori di eseguire il Test Sierologico in chemiluminescenza (Metodo CLIA) per la ricerca di Anticorpi SARS-CoV-2 IgG consistente in un prelievo venoso per la ricerca delle Immunoglobuline G (IgG) e, in caso di positività, di procedere con l’accertamento di secondo livello ovvero il tampone naso-faringeo.

La metodica utilizzata per il sierologico è autorizzata dal Ministero della Salute ed il test è riconosciuto dalla Regione Piemonte.

Il test ha lo scopo di individuare se un soggetto è venuto a contatto con il virus SARS-CoV-2 responsabile della patologia COVID-19.

Si tratta di un test INDIRETTO, quantitativo, che mette in evidenza la risposta del sistema immunitario all’infezione a seguito del contatto con il virus, poiché il nostro organismo produce anticorpi specifici. Il dosaggio di questi anticorpi consente semplicemente di valutare l’eventuale avvenuto contatto con il virus e non rileva direttamente la presenza del virus nell’ospite (ottenibile soltanto mediante la ricerca diretta dell’RNA virale su tampone naso-faringeo).

Perché svolgere un’indagine sierologica in Azienda?

Attraverso il test sierologico (che consiste in un prelievo di sangue) è possibile individuare le persone che sono entrate in contatto con il virus e hanno sviluppato anticorpi, anche in assenza di sintomi. I test sierologici sono quindi uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione all’interno di un’Azienda.

Qual è la differenza tra test sierologico e tampone?

Il tampone naso-faringeo è un esame che serve per ricercare il virus e quindi per diagnosticare l’infezione in atto. Il test sierologico invece, permette di individuare la presenza di anticorpi prodotti dal nostro sistema immunitario in risposta al virus e non è dirimente per la diagnosi di infezione in atto, in quanto l’assenza di anticorpi non esclude la possibilità di un’infezione in fase precoce, con relativo rischio che un individuo, pur essendo risultato negativo al test sierologico, risulti contagioso.

Qual è la procedura da seguire?

L’ Azienda deve fare richiesta via mail all’ASL della volontà di fare i test sierologici per i propri Dipendenti ed aspettare il consenso. Se non si riceve risposta entro 72 ore vale il silenzio-assenso e l’Azienda può procedere all’esecuzione del test.

Il test va fatto su base volontaria dei Dipendenti e il risultato viene comunicato al Medico Competente. 

In caso di positività al test sierologico, come si procede?

In caso di positività al test sierologico il Medico Competente provvederà ad avvisare il soggetto interessato (l’individuo asintomatico sarà considerato “sospetto” di infezione Covid-19) ed a suggerire l’isolamento fiduciario in attesa dell’esecuzione del tampone che sarà effettuato di norma contestualmente alla comunicazione di positività del test e comunque entro le 48 ore successive.

La richiesta del tampone viene fatta direttamente dal Medico Competente al laboratorio che ha eseguito il test sierologico.

Il costo del tampone, così come quello del test sierologico, è a carico dell’Azienda.

Conseguentemente:

  • se il tampone dà esito negativo il soggetto potrà rientrare al lavoro;
  • in caso di positività al tampone il soggetto dovrà restare in isolamento. Il Medico Competente provvederà a comunicarlo al SISP e provvederà a svolgere la mappatura dei contatti stretti lavorativi per verificare l’eventuale necessità di effettuare il tampone ad altri Dipendenti.

Il SISP provvederà a contattare il “Caso Indice” e a fare la mappatura dei contatti stretti extralavorativi.

La CSIA e tutto il suo Staff sono a Vs. completa disposizione per approfondimenti e/o chiarimenti in merito ad un‘eventuale campagna di screening al fine di garantire a Tutti un rientro al lavoro in completa sicurezza!!!